venerdì 31 ottobre 2008

Licio Gelli: «Io in tv? C'è di peggio»


Su Odeon tv da lunedì alle 22.30


Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma. Ospiti? Andreotti e Dell'Utri

MILANO - «Io in tv? C'è di peggio». Licio Gelli, da tutti ricordato principalmente per essere stato il «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2 risponde a proposito della sua apparizione in tv. Anzi più che una apparizione è una conduzione vera e propria. E come si poteva chiamare il suo programma se non «Venerabile Italia»?. Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Così il «Maestro» avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.30, su Odeon tv (Guarda il video).

IL PROGRAMMA - Sarà la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntata parlerà di fascismo ovvio per uno che è stato camicia nera e che ha aderito anche alla Repubblicà di Salò.

ANSELMI - È un fiume in piena Gelli in conferenza: «Quando mi cercavano in tutto il mondo mi trovavo in Italia. Una volta, a Firenze, quando ero all'Hotel Baglioni ho incontrato in ascensore Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta che aveva dato l'ordine di ricercarmi, spendendo un sacco di soldi dei contribuenti. La salutai e scesi, decidendo di farle uno scherzo».

I MAGISTRATI - L’unico «potere forte» oggi operante in Italia è comunque un potere costituzionale, la Magistratura: «Se c’è un potere forte, costituzionale, è la magistratura - ha spiegato - perché quando sbaglia non è previsto il risarcimento del danno. La magistratura non funziona: il pubblico ministero dovrebbe arrivare da un concorso diverso rispetto al giudice, e dovrebbero odiarsi».

BRIGATE ROSSE - Se tornassero le Brigate Rosse come negli anni di piombo troverebbero in Italia un terreno fertile. A chi gli chiedeva chi fossero i responsabili delle stragi nel Paese, Gelli ha replicato: «Le stragi sono frutto di una guerra tra bande, ci sono state e ci saranno sempre perché non c’è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni ’60. Se domani tornassero le Br - ha aggiunto l’ex Venerabile, concludendo - ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c’è nel Paese».

SENZA BERLUSCONI FI FINITA - «I partiti veri non esistono più, non c'è più destra o sinistra. A sinistra ci sono 15 frange e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perchè non ha una struttura partitica». A proposito dell'esecutivo ha aggiunto: «Non condivido il Governo Berlusconi perché se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza. Non mi interessa la minoranza, che non deve scendere in piazza, non deve fare assenteismo, e non ci devono essere offese». «Ci sono provvedimenti che non vengono presi - ha proseguito - perché sono impopolari e invece andrebbero presi: bisogna affondare il bisturi o non si può guarire il malato. L'immunità ai grandi dovrebbe essere esclusa, perché al Governo dovrebbero andare persone senza macchia e che non si macchiano mai».

IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA - Per l’attuazione del Piano di Rinascita democratica della P2, oggi, «l’unico che può andare avanti è Berlusconi. Avevo molta fiducia in Fini - ha spiegato - perché aveva avuto un grande maestro, Giorgio Almirante: oggi non sono più dello stesso avviso, perché ha cambiato. L’unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare».

CHI È GELLI - È stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. Qualcuno ipotizza che Gelli era molto vicino alla Cia. È stato accusato di aver avuto un ruolo in «Gladio», amico stretto del leader argentino Peròn, dopo la scoperta della P2, fuggi in Svizzera dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987. Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, dalla Cassazione per i tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e per bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano: 12 anni).

Nino Luca
31 ottobre 2008 - Il Corriere della Sera

sabato 4 ottobre 2008

Esce "Gelli e la P2. Fra cronaca e storia" di Aldo Mola

E' uscito in questo mese di ottobre il libro "Gelli e la P2. Fra cronaca e storia" di Aldo Mola.

IL TESTO E L'AUTORE

Con questo libro Aldo A. Mola riscrive una pagina molto citata e poco studiata della storia italiana del XX secolo. Quella di una Loggia Massonica che progettava un "piano di rinascita democratica" accusata di golpismo e assolta molto tempo dopo in tribunale. Mola riprende ed amplia tesi già avanzate nella sua "Storia della Massoneria Italiana" (Bompiani). Su Gelli e la P2 Mola ha pubblicato molto e svolto lezioni in Italia e all'estero. Tesi portante dei suoi ragionamenti fu che il "complotto piduista" sarebbe stata l'invenzione vincente per abbattere il centro moderato e risucchiare così la sinistra democristiana nel calderone della Sinistra di matrice comunista.

ALDO A. MOLA (Cuneo, 1943), dopo saggi sul Partito d'azione con prefazione di Ferruccio Parri e numerose opere su età giolittiana, Risorgimento, ecc., ha pubblicato Storia della Massoneria italiana, Storia della monarchia in Italia (entrambi editi da Bompiani) e Giolitti. Lo statista della nuova Italia (Mondadori).
Autore di ampie opere su Cuneo e Bra, per la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo scrisse Saluzzo: un'antica capitale (Newton & Compton). Collabora a quotidiani e riviste di storia. Per la Bastogi dirige le collane Massoneria, De Monàrchia e le edizioni del Centro europeo "Giovanni Giolitti" per lo studio dello Stato (Dronero) di cui è direttore.



Dettagli del libro

  • Titolo: Gelli e la P2. Fra cronaca e storia
  • Autore: Mola Aldo A.
  • Editore: Bastogi Editrice Italiana
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN: 8862730977
  • ISBN-13: 9788862730976
  • Pagine: 164
  • Reparto: Storia d'europa

Ecco alcuni link dove poterlo ordinare, a breve maggiori dettagli sul testo.

http://www.libreriauniversitaria.it/gelli-p2-cronaca-storia-mola/libro/9788862730976
http://www.wuz.it/LibriInArrivo/ElencoLibriInArrivo/SchedaLibroInArrivo/tabid/89/Default.aspx?i=1045573

mercoledì 7 maggio 2008

Tesi di Laurea ''Il Potere è nei media''. La P2 e l'editoria nella stampa italiana e inglese.

Abstract:Tesi di Elisa Maria La Rocca
Controllare la società attraverso la stampa. È questa la sfida di partenza che abbiamo accettato, per comprendere come sia possibile orientare la pubblica opinione attraverso i mass-media. Volevamo ricordare che per sette lunghi anni, la Rizzoli-Corriere della Sera è stata diretta dalla Loggia Massonica Propaganda Due, una lobby politica che voleva far accettare il suo Piano di Rinascita democratica. Questa tesi vuole dimostrare quanto il potere dei media di manipolare la realtà dei fatti sia ampio, soprattutto nel distogliere la nostra attenzione dalla verità. Il lettore, l'ascoltatore, lo spettatore non producono informazione, bensì la ricevono, affidandosi ai detentori dei media. Storpiando infatti una celebre frase di Marx, potremmo azzardarci ad affermare che "il nuovo oppio dei popoli è la parola": quello che dicono i media è legge. Ricordando però questo grande scandalo italiano, vorremmo far aprire gli occhi ai molti cittadini che ad oggi "subiscono" l'informazione in maniera solo passiva. Abbiamo raccontato come la Loggia P2 sia nata e si sia rafforzata grazie al suo grande "burattinaio", Licio Gelli, e come questi abbia compreso l'importanza dei mezzi di informazione per ottenere potere: il giornale come struttura atta a una formazione politica, dunque (I Capitolo). Tornando indietro al 1976, abbiamo voluto ricordare che la casa editrice Rizzoli era in piena crisi finanziaria e l'unica soluzione per evitare il fallimento era quella di cedere il controllo delle testate in cambio dei soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e degli altri finanziatori, procurati dai buoni uffici di Licio Gelli ed Umberto Ortolani (II Capitolo). Ripercorrendo tutte le tappe della vicenda, si è cercato di raccontare quello che accadeva nella “cabina di regia” di via Solferino, ma non solo: abbiamo effettuato uno studio del biennio 1981-'82 attraverso l'analisi degli articoli e delle tematiche maggiormente affrontate dal Corriere e dall'altro baluardo della stampa nazionale, La Repubblica. Lo scandalo vissuto da dentro e da fuori, dunque. Ci siamo soffermati sulle ingerenze al Corriere, facendo nomi e cognomi e riportando fatti acclarati. Inoltre è stata analizzata la concentrazione delle testate messa in atto dalla Rizzoli-P2, rimarcando che l’oligopolio della stampa è un limite alla libertà (III Capitolo). La P2 era un vero e proprio centro di potere, ramificato in tutti i settori, e poteva contare su un numero vastissimo di alti ufficiali, burocrati di primo piano, politici, giornalisti, imprenditori, finanzieri, banchieri. E ancora più interessante è stato conoscere e capire l'opinione in merito alla vicenda P2 di una nazione "politically correct" come la Gran Bretagna: un parallelo fra punti di vista e ideologie diverse sul concetto di fare giornalismo attraverso un episodio che viene tuttora etichettato come uno dei tanti "misteri d'Italia". L'analisi della stampa britannica nel biennio in questione è stata effettuata, lo ricordiamo, anche perchè il corpo del finanziere milanese Roberto Calvi venne ritrovato a Londra, e fu proprio la giustizia inglese che archiviò inizialmente il caso come suicidio. Anche l'Inghilterra, insieme al mito della stampa indipendente, viene coinvolta dunque in questo evento: il lavoro sugli articoli inglesi è stato più complesso, in quanto frutto di un processo di lettura, interpretazione e traduzione. Inoltre è stata analizzata la visione, a volte stereotipata, che gli inglesi hanno di noi (IV Capitolo). Infine, abbiamo confrontato la stampa britannica e italiana, ampliando il discorso anche ad un livello culturale. Ovviamente abbiamo altresì parlato delle ripercussioni dello scandalo P2: la legge dell'editoria e le conclusioni della Commissione d'Inchiesta Parlamentare Anselmi (V Capitolo).
Una vicenda significativa nel panorama editoriale. L'abbiamo raccontata per evitare che si ripeta qualcosa di analogo, anche se esiste una inveterata consuetudine in questo strano paese che è il nostro. Un'abitudine spesso alimentata dalla fretta. Riguarda la memoria degli accadimenti, dei fatti, del precipitare improvviso di certe situazioni, dell'esplodere di altre. La tendenza costante a dimenticare, a rimuovere, a passare oltre. A non collegare un avvenimento con un altro. Al fondo di tutto c'è un sottile
meccanismo: quando una cosa non la si vuole capire, la si scorda. Facile no?
Anno: Università: Relatore:
2002-03 Università degli Studi di Bergamo Oliviero Bergamini
Area: Facoltà: Corso:
Letteraria Lingue e Letterature Straniere Scienze della Comunicazione

Fonte - TesiOnLine

domenica 24 febbraio 2008

Licio Gelli dimesso da ospedale di Arezzo


L'ex capo della P2 e' tornato a Villa Wanda
(ANSA) - AREZZO, 23 FEB - Dalla tarda serata di ieri Licio Gelli, l'ex capo della P2, ha lasciato l'ospedale di Arezzo e ha fatto rientro a villa Wanda.L'ex capo della loggia massonica, 89 anni, era stato ricoverato giovedi' mattina per uno scompenso cardiaco. Gelli e' un cardiopatico cronico in cura da molto tempo presso l'Unita' di cardiologia dell'ospedale di Arezzo. Licio Gelli, che dimostra nei colloqui con i familiari e con i sanitari un forte spirito e grande lucidita', ha ringraziato tutti.

Arezzo. Licio Gelli in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita.



Friday 22 February 2008, Radionostalgia - Arezzo - E’ in prognosi riservata ma non in pericolo di vita l’88 enne ex capo della loggia massonica P2 Licio Gellli, ricoverato ieri al San Donato di Arezzo a seguito di uno scompenso cardiaco. Gelli avrebbe voluto tornare a casa già ieri ma i sanitari lo hanno convinto a rimanere sotto osservazione nel reparto dove è stato ricoverato.

Licio Gelli in ospedale per un malore


AREZZO (Il Messaggero, 21 febbraio 2008) - Licio Gelli ex capo della loggia massonica P2, da questa mattina è ricoverato all'ospedale di Arezzo. Cardiopatico cronico, Gelli ha avuto un aggravamento dovuto a un malore stagionale. È stato portato dai familiari al pronto soccorso del San Donato, visitato da un cardiologo e poi trasferito nel reparto ospedaliero, dove è in cura da molto tempo. Gelli è stato sottoposto ai controlli del caso. «Tecnicamente - fa sapere la direzione sanitaria della Usl - la prognosi è riservata, ma il paziente non corre al momento pericolo di vita».

Gelli non accusa particolari dolori e parla tranquillamente con sanitari e familiari. Nel pomeriggio l'ex capo della P2 intendeva rientrare a Villa Wanda, ma i medici hanno insistito affinché restasse in ospedale dove è più facile controllare le sue condizioni di salute.

Arezzo: Licio Gelli Ricoverato In Ospedale Per Scompenso Cardiaco


di (Fas/Zn/Adnkronos) Adnkronos - Gio 21 Feb - 20.42

Arezzo, 21 feb. - (Adnkronos) - L'ex capo della loggia P2 Licio Gelli e' stato ricoverato stamane all'ospedale 'San Donato' di Arezzo, a causa di uno scompenso cardiaco, ma non e' in pericolo di vita. L'ex venerabile della Massoneria e' cardiopatico da tempo. E' stato sottoposto ai controlli del caso e visitato da un cardiologo.